Amniocentesi

Amniocentesi

Amniocentesi

L’amniocentesi micro invasiva è un nuovo modo di eseguire il prelievo di liquido amniotico che permette di ridurre l’invasività, quindi il rischio legato alla procedura, messo a punto dal Dr. Luciano Ghisoni in base alla sua lunga esperienza nella diagnosi prenatale invasiva.

In cosa consiste
Nella M.I.A. vengono ottimizzati tutti i passaggi.

  • AGO – viene utilizzata una tecnica a doppio ago in cui il primo, di calibro superiore (G20) arriva sino alla parete dell’utero. Un secondo ago di calibro inferiore G25, più sottile dei G22 utilizzati normalmente per l’amniocentesi, penetra la parete dell’utero ed il sacco amniotico. In questo modo l’ago che penetra la cavità amniotica, oltre ad essere di calibro inferiore, quindi meno traumatico, non entra in contatto con altri tessuti potenzialmente infetti, compresa la cute.
  • ASPIRAZIONE – avviene mediante sistema “chiuso” con una provetta Vacutainer raccordata direttamente all’ago. La depressione creata all’interno del sacco è pertanto costante e meno “invasiva” di quella esercitata con la siringa tradizionale.
  • QUANTITA’ DI LIQUIDO ASPIRATO – E’ sufficiente una quantità inferiore ai 10 cc, la metà di quella che viene normalmente aspirata nel caso di un’amniocentesi, per effettuare il cariotipo molecolare e l’eventuale ricerca di patologie genetiche aggiuntive, ove richiesto dal medico di riferimento o dalla paziente.
Si può pertanto concludere che, come già affermato da altri autori in letteratura, l’amniocentesi è oggi una tecnica sicura il cui rischio di aborto è di gran lunga inferiore rispetto all’1% precedentemente evidenziato, stimabile attorno allo 0,1%, soprattutto utilizzando questa metodica.