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Il cuore delle donne: come prevenire le malattie cardiovascolari

22 Luglio 2019

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Per molti anni, si è pensato che la malattie cardiache, in particolare infarto e angina, riguardassero prevalentemente gli uomini essendo le donne “protette” dagli ormoni.

Questo ha causato un ritardo nell’avviare studi su queste patologie nella popolazione femminile e una scarsa attenzione al problema anche da parte dei medici.

Negli anni ’90 finalmente sono state avviate ricerche che hanno dimostrato come anche per le donne le malattie cardiovascolari siano un importante problema in termini di mortalità e ospedalizzazioni.

Infatti è vero che durante la stagione fertile le donne possono beneficiare delle numerose azioni positive degli estrogeni ma una volta raggiunta l’età della menopausa, il sistema cardiovascolare si presenta più vulnerabile rispetto ai tradizionali fattori di rischio coronarico modificabili (quali fumo, sovrappeso, diabete, dislipidemia, ipertensione).

Tuttavia nonostante queste evidenze, è ancora scarsa la attenzione da parte della popolazione femminile nei riguardi del rischio cardiovascolare. Mentre le campagne di sensibilizzazione sulla prevenzione tumorale hanno raggiunto ottimi risultati, ancora molto da fare rimane per quanto riguarda la prevenzione nei confronti dei fattori di rischio coronarico che nella donna si stanno diffondendo sempre di più.

Ad esempio nel nostro paese le fumatrici stanno superando gli uomini in tutte le fasce di età; per quanto riguarda l’ipertensione, dati dell’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità evidenziano come il 58% delle donne in menopausa sia ipertesa di cui il 32% “non consapevoli”.

Quindi la menopausa diventa uno “spartiacque” nella vita della donna in cui con l’aumento frequente del peso corporeo si associa più spesso con l’insorgenza di ipertensione, dislipidemia e intolleranza glicemica.

La prevenzione cardiovascolare non riguarda però solo le donne in menopausa ma anche – più precocemente - in presenza di familiarità per malattie cardiache precoci; diabete o altri fattori di rischio già noti.

Quindi per prima cosa le donne devono sapere che oltre ai tumori, è possibile prevenire anche malattie quali l’infarto e l’ictus che possono essere – anche se non fatali – gravemente invalidanti.

Fondamentale è seguire uno stile di vita “sano”, con una alimentazione di tipo “mediterraneo” e avere una attività fisica regolare (anche solo camminare a passo svelto 30 minuti al giorno).

Inoltre è bene rivolgersi al proprio medico di fiducia con cui concordare controlli della pressione arteriosa e degli esami ematici di base (glicemia e profilo metabolico). In questo percorso di prevenzione, è importante anche il ruolo dello specialista Cardiologo cui rivolgersi per valutare il proprio profilo di rischio e soprattutto correggerlo, se necessario, anche con terapia mirate.

Dottoressa Marcella Longo
Specialista in Cardiologia